BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

SIndacati: “Buona Scuola? A Bergamo andrebbero creati 3000 posti”

Proclamato lo sciopero per le attività non obbligatorie. Cisl Bergamo: "La Buona Scuola? Fumo negli occhi. A Bergamo andrebbero creati 3000 posti”. Oltre 3500 i precari che la riforma dovrebbe stabilizzare nella nostra provincia.

Dal 9 al 18 aprile astensione i lavoratori della scuola si asterranno dalle attività non obbligatorie. La segreteria nazionale di CISL Scuola, infatti, insieme ai colleghi di CGIL, UIL, GILDA, e SNALS, ha proclamato lo sciopero, a sostegno delle azioni sindacali di mobilitazione relative alle scelte del Governo sulla buona Scuola. L’astensione dalle attività non obbligatorie riguarda tutto il personale docente ed ATA della Scuola.

Prosegue così l’azione di “contrasto” alla riforma che il Governo sta approntando sul pianeta dell’educazione e insegnamento, a partire dalla questione “occupazione”.

“Se dovessimo dar retta alle promesse di Renzi, in provincia di Bergamo andrebbero creati quasi 3000 posti di lavoro aggiuntivi per eliminare il precariato di docenti e personale ATA”. Salvo Inglima, segretario generale di CISL Bergamo, sintetizza così la posizione del sindacato di via Carnovali sulla riforma della “Buona Scuola”, al cui interno il governo ha messo anche il cancellamento delle liste dei precari delle Graduatorie ad Esaurimento e degli ultimi concorsi.

La stabilizzazione del personale nella nostra Provincia ad oggi, in Organico di diritto, calcolando i naturali pensionamenti 2015 (322 docenti e 126 ATA), prevede 250 posti liberi in organico per i docenti e 120 per gli ATA. Considerando che ci saranno 322 pensionamenti di insegnanti e 126 uscite di personale ausiliario e amministrativo, le immissioni in ruolo nel 2015 dovrebbero essere, senza il piano straordinario del Governo, circa 823.

Di fronte a questi dati bisogna precisare che il personale presente nelle graduatorie ad esaurimento in attesa di stabilizzazione, nella Provincia di Bergamo , ammonta a più di 3500 unità. 3050 docenti, 490 Ancora una volta, dunque, “le aspettative, sollecitate dai continui annunci, restano inappagate”, dice Inglima. Il disegno di legge sulla “buona scuola” sarebbe già da riformare, visto che “appare un contenitore vuoto e presenta un quadro che, se non opportunamente modificato dal Parlamento, desta notevoli preoccupazioni sia in ordine alla struttura, sia in funzione degli obiettivi volti a raccogliere la sfida della modernità, a formare giovani “competenti” e ad aprire la strada ad un successo scolastico più generalizzato”. Resta di positivo il mantenimento degli scatti di anzianità nella carriera dei lavoratori e la promessa assunzione in ruolo di 100.000 precari (“ma per noi – insiste Inglima – sono da assumere tutti, anche i cosiddetti abilitati della seconda fascia, e l’urgenza dei tempi, se sono assenti disegni demagogici, impone il ricorso al decreto”).

La CISL Scuola di Bergamo, quindi, chiede che “il Governo riconosca non solo a parole la centralità della scuola ed operi di conseguenza perché il nostro Paese possa dotarsi di un sistema formativo all’altezza delle sfide che lo attendono: in questo momento dialoghi di facciata e rapporti poco rispettosi delle peculiarità del Parlamento sarebbero letali per la ricerca di quel “bene comune” a cui la politica deve tendere”. La segreteria della CISL scuola Bergamo lo ha spiegato ai tanti precari che nei giorni scorsi hanno affollato il salone Riformisti di via Carnovali per l’incontro di informazione “Dare stabilità al lavoro”, pensato proprio per i tanti precari orobici e che ha affrontato i temi della applicazione della Sentenza della Corte europea di giustizia, e la nomina in ruolo per tutti i precari della scuola.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Luigi

    Andrebbero cambiati i programmi didattici, copiando quello che fanno i paesi più evoluti, altro che assunzioni, edilizia e amenità varie….. Va fatta una scuola che sveglia il cervello dei bambini e li forma nel senso critico, razionale, civico, matematico, musicale… Altro che egizi e cartaginesi……. Guardare al futuro

    1. Scritto da Marco Cimmino

      E bravo Luigi: è esattamente il ragionamento che ci ha condotto al disastro. Sperimentiamo, innoviamo, copiamo questo e quello: via il latino che serve a nulla, via i Cartaginesi e la geografia, suoniamo il flauto andino e i bonghi e commentiamo il giornale! Tante belle teorie, dal cognitivismo fai da te alla turbodidattica breve, per avere una scuola di analfabeti. Poi, arriva lei, si leva benda e paraorecchi e grida: oh che bellezza! Lasci perdere…

      1. Scritto da Luigi

        Sulla filosofia e sulla scuola tradizionale (italiana) mi può battere tranquillamente; sulla scientificità dei metodi innovativi di “accensione” del cervello dei bimbi, le consiglio di leggersi “Da zero a tre anni” di Piero Angela e di guardare cosa fanno i paesi evoluti nelle loro scuole. D’accordo che una cultura di base ci voglia comunque, ma se non si è accesa la “cilindrata” cerebrale di base dell’individuo, tutto il resto saranno solo nozioni citate a memoria…. Cordiali saluti