BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Ubi e Banco Popolare: e se fosse una fusione nel solco della tradizione?

Banco Popolare e Ubi Banca hanno entrambe alla base quelle radici cattoliche che ne fanno due istituti con i medesimi valori, le stesse vocazioni e uno sguardo simile nei confronti delle esigenze del territorio.

Dal 25 marzo scorso è la Legge la riforma delle banche popolari che sono chiamate a trasformasi in Spa entro il mese di giugno 2016.

C’è anche un invito rivolto agli istituti di credito di aggregarsi. Le fusioni sono più che suggerite al fine di creare delle maxi-banche in grado di competere in un mercato globalizzato ed affrontare con solidità il possibile avanzare dei colossi stranieri. Non è un segreto che ormai da settimane, in forma rigorosamente ufficiosa, stanno avvenendo dei contatti tra gli istituti di credito.

Anche se la premessa per tutte le banche popolari si fonda su due elementi fondamentali. Primo: il salvataggio del Monte dei Paschi di Siena, la banca più vecchia del mondo, fondata nel 1472. Secondo: il mantenimento di quel radicamento sui rispettivi territori al quale nessuna Popolare vuol rinunciare. Per Ubi Banca (1.560 sportelli, 121,3 miliardi di totale attivo, 5,7 miliardi di capitalizzazione) si parla da tempo di Monte dei Paschi (2.186 sportelli, 183,4 miliardi di totale degli asset, 2,2 miliardi di capitalizzazione).

La prima ipotesi prevedeva uno spezzatino (Ubi avrebbe potuto rilevare gli sportelli dell’ex Antonveneta), mentre sono ormai molti gli esperti che darebbero Ubi pronta ad accollarsi l’intera banca senese. Ma, se Ubi vedesse nell’operazione Monte dei Paschi un boccone troppo difficile, potrebbe volgere lo sguardo a Verona: al Banco Popolare (che lo scorso anno inglobò il Credito Bergamasco).

Sarebbe un matrimonio nel solco della tradizione. Verona e Brescia-Bergamo hanno entrambe alla base quelle radici cattoliche che ne fanno due istituti con i medesimi valori, le stesse vocazioni e uno sguardo simile nei confronti delle esigenze del territorio. Insomma sarebbe una fusione nel solco della tradizione. Si rispetterebbe il volere del Governo che ha varato questa riforma, si farebbe il volere di Bruxelles creando un colosso bancario e nello stesso tempo non si tradirebbero, anzi si manterrebbero quei valori che stanno alla base delle due banche e che per molti soci e clienti sono fondamentali.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da magicoalverman

    con banco popolare il titolo ubi andrebbe a 12 euro minimo però chiuderebbero un pò di sportelli. sicuramente meglio soli al massimo con Banco .MPS fallito.

  2. Scritto da magicoalverman

    con banco popolare il titolo ubi andrebbe a 12 euro minimo però chiuderebbero un pò di sportelli. sicuramente meglio soli al massimo con Banco .MPS fallito.

  3. Scritto da Giovanni

    Ultimo bilancio del banco due miliardi di perdita . Assemblea con voto palese organizzata sempre molto bene che gli ha anche aumentato i compensi a chi è’ riuscito a perdere la modifica cifra di 6 milioni di euro al giorno . altro che fusione con spartizione di poltrone. Dovrebbe essere dichiarata fallita e gli amministratori interdetti per cinque anni da altre cariche

  4. Scritto da fusioni

    Non c’e’ dubbio che possano fare tutte le maxi fusioni che vogliono. Ma per favore non chiamiamole piu’ banche popolari, almeno nel senso che intendeva Luigi Luzzatti nel 1870.

    1. Scritto da warhammer

      stai sereno… finiranno di chiamarsi popolari anche senza fusione, visto che devono trasformarsi in spa.

    2. Scritto da fusioni

      Mi permetto di aggiungere la frase testuale : ” Le banche di sconto e circolazione si formano da una riunione di capitalisti che curano principalmente il loro interesse e pospongono il vantaggio pubblico ai grossi profitti ” (Luigi Luzzatti)

      Parole sacrosante ancora oggi di stretta attualità, ma la memoria in Italia è corta, molto corta.

  5. Scritto da mah

    credo che come fusione abbia poche “sinergie” se non quelle di chiudere una miriade di sportelli. La sovrapposizione territoriale almeno a Bergamo e’ spaventosa mentre di solito le fusioni cercano di allargare il territorio di operativita’ per incrementare la massa gestita. Non che un’eventuale fusione con la strafallita MPS abbia dei vantaggi economici reali…. i vantaggi sono solo politici visto che toglierebbe le castagne dal fuoco a PD e dintorni..

  6. Scritto da quinto girone

    Per gli illustri banchieri e faccendieri che hanno fatto dell’appartenenza ad un credo religioso un grimaldello per gestire in modo clientelare il potere, gli unici valori che esistono quelli monetari. CL e CDO? Anche Papa Francesco li ha esortati a convertirsi.

  7. Scritto da L'ignorante

    ma quanti sportelli chiuderebbero in Bergamo e provincia?

  8. Scritto da sepp

    gli unici “valori” che da sempre interessano ai cattolici…