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Colpi di sonno alla guida Advicy Drive, l’app bergamasca che li combatte

Quattro bergamaschi hanno sviluppato un nuovo sistema anti colpi di sonno alla guida: tarata sulla soglia di attenzione personale, richiede solamente un sensore e un'applicazione per smartphone. Il primo aprile è partita la raccolta fondi su Kickstarter per trasformare il prototipo in prodotto.

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Secondo stime dell’Aci, in Italia il 22% degli incidenti viene causato da un colpo di sonno alla guida: ogni anno sono oltre 40mila, 240mila in tutta l’Unione Europea. Dati impressionanti che hanno spinto alcune case automobilistiche di fascia medio-alta, come Volvo e Mercedes, a installare a bordo delle proprie vetture un sistema per prevenire il fenomeno ma che ha il limite di basarsi esclusivamente su dati oggettivi uguali per tutti.

Per superare questo limite è nata Advicy Drive, una startup tutta bergamasca che in pratica si basa su un sistema anti colpi di sonno: attraverso un sensore e un braccialetto viene rilevata la frequenza del battito cardiaco, calcolando la soglia sotto la quale chi si trova alla guida rischia di addormentarsi.

Una soglia, e qui sta la novità del progetto, tarata sulla singola persona e non uguale per tutti: Advicy Drive, non essendo montato direttamente sull’auto, segue il guidatore anche nel caso in cui dovesse cambiare vettura, basandosi su dati fisiologici e sulla fotoplestimografia.

Il tutto viene gestito da un’app per smartphone: una volta accoppiata col sensore e registrata la propria soglia di attenzione personale i dati vengono usati come termini di paragone durante il normale utilizzo alla guida. In caso di attenzione al di sotto della soglia di sicurezza un fastidioso segnale acustico avverte il guidatore, per consigliargli una sosta: se il segnale non viene interrotto, l’app invia a quattro amici selezionati al momento dell’installazione un sos per invitarli a sincerarsi delle sue condizioni.

Il progetto è nato circa un anno fa da un’idea di Vincenzo Ferreri al momento della laurea: rimasta nel cassetto per un po’, ha ripreso vigore dall’incontro con Giorgio Ferrari, Paolo Sangregorio e Rodolfo Pinto.

Il team, dall‘età media di 28 anni, vuole trasformare il prototipo funzionante in un prodotto vendibile: per farlo si è appoggiato alla piattaforma di crowdfunding Kickstarter, fissando l’obiettivo a 70mila sterline da raccogliere in un mese e mezzo.

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Commenti

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  1. Scritto da Luigi

    Idea nata gia’ vecchia. Esistono in commercio molte altre applicazioni che fanno la stessa cosa. Senza contare che le grosse case automobilistiche stanno sviluppando technologie in grado di leggere i movimenti della palpebra per capire se il guidatore stia per addormentarsi. Basta spacciare idee sommarie per invenzioni del secolo! il mondo delle applicazioni e’ tanto futile quanto con vita utile pari a zero.

    1. Scritto da pedro

      scusa Luigi se io ho una opel corsa del ’98 e non credo di potermi permettere, a breve, un’auto di “grossa casa automobilistica”, dotata di “tecnologie in grado di leggere i movimenti della palpebra”… tu penserai che io sono uno sfigato, ma tant’è.

  2. Scritto da Francesco

    Se occorre una app per capire che stiamo guidando nelle condizioni sbagliate siamo proprio alla frutta…

    1. Scritto da danilo albani rocchetti

      nessun è buon giudice di se stesso….soprattutto quando è ubricaco o assonnato